ha visto prof???!!!
finalmente sono riuscita a postare qualcosa anche io....!!!
spero che la storia sia piaciuta a tutti
ciaooooooooooooooo kiara
giovedì 14 giugno 2007
....a spasso nel tempo...!!!
A spasso nel tempo…
Come ogni anno, Betty, una ragazza curiosa e intelligente, si ritrova a trascorrere le sue vacanze estive, in campagna, dai nonni per allontanarsi dal caos della città. La campagna è un posto tranquillo e incontaminato, dove a Betty piace rilassarsi e respirare a pieni polmoni. Tutto sembra, normale, tranquillo, ma a volte l’apparenza inganna: ed ecco che un bel giorno di agosto, nota qualcosa di molto strano, di misterioso. Mentre raccoglie delle margherite per la nonna, si sente scuotere le spalle, da qualcosa di molto leggero e fragile. Si gira la prima, la seconda volta, ma non nota niente, soltanto al terzo tentativo, vede qualcosa di strano in un grande albero: dei cerchi concentrici che ruotavano attorno a un punto fisso. Incuriosita, si avvicina all’albero, e si strofina gli occhi, incredula a ciò che sta vedendo, e con molto coraggio cerca di fermarli, ma appena poggia il dito, avverte una grande forza tale da spingerla all’interno del vortice, che la trascina fino a portarla in un luogo strano e dall’aspetto molto… antico. Le case, i villaggi, le piramidi, tutto ricordava l’antico Egitto. Betty rimane molto stupita, capisce di essere precipitata indietro nel tempo; non crede ai suoi occhi e cerca una via per ritornare a casa. Nei suoi vani tentativi di ricerca, ad un tratto vede una porta e, speranzosa, entra. Rimane stupita delle meraviglie del villaggio che attirano subito la sua attenzione. Sabbia, piramidi e sole sono gli elementi che caratterizzano il paesaggio, Betty si trova subito a suo agio perché gli egizi e la loro civiltà le sono sempre piaciuti molto, tanto che da piccola sognava di andarci. Sembra uno scherzo del destino essere arrivata in quei luoghi e tempi antichissimi. Ad un tratto vede un uomo anziano, disperato, con le mani in testa come se cercasse una risposta al suo grande enigma; incuriosita, si avvicina. Dopo un po’, l’uomo si accorge della presenza della ragazza e, nascondendo la paura per la sua diversità, la guarda incuriosito.
- Ma chi sei, da dove vieni? Sei strana per appartenere alla mia era.
- Non so come sono finita qui, è una lunga storia. …Ma che stupida il mio nome è Betty! Mi dispiace di averla disturbata, sto solo cercando una via d’uscita per ritornare a casa. Mi scusi…mi sa dire dove sono finita?
- Ciao, sono Talete, per tutti un grande mercante, ma soprattutto matematico.
- Talete! Uno dei“Sette Sapienti della Terra”, allora siamo nel VI secolo a.C.!! Ma che cosa hai fatto di così importante per essere tanto famoso?
- Ho predetto l’eclissi solare dello scorso anno, acquistando fama tra gli uomini più potenti, e in più mi occupo di geometria!
- Ah! Sei stato tu a complicare la vita di noi studenti, nooo…dai.. sto scherzando, non te la prendere. Anzi sono fortunata a ritrovarmi a parlare con un matematico come te. E’ un evento importantissimo per la scienza.
- Mi fa piacere, ma il mio compito non è finito qui. Sono mesi che cerco un modo per trovare risposta all’enigma che non fa dormire re Amasi.
- Posso aiutarti, di che cosa si tratta?
- Devo calcolare l’altezza di questa maledetta piramide, ma, non riuscendo a salirci, mi sembra impossibile trovare un metodo.
- Ma perché ti preoccupi tanto, non serve a niente!
- Per te forse non sarà importante, ma quel povero re non ci dorme! So che le piramidi sono state costruite in modo tale che l’area di ogni faccia laterale è pari a quella del quadrato avente per lato l’altezza della piramide stessa, ma questo come può aiutarmi?
- Mi dispiace, ma ancora non ne abbiamo parlato in classe.
Sui due personaggi, ad un tratto, cade un profondo silenzio, Talete inizia a meditare e Betty gioca con un bastone appena trovato.
- Aspetta!...Mi è venuta un’idea!
- Dai, dimmi, forse posso aiutarti, anche se, ti devo confessare, in matematica non sono il massimo…Però due teste che pensano insieme possono riuscirci.
- Va bene…Stavo pensando a quel bastone che hai in mano.
- Scusa, non sapevo che fosse tuo, ti giuro che non te l’ho rubato, l’ho trovato per terra!
- No, non hai capito, proprio quello stupido bastone è la soluzione ai nostri problemi! Vedi quel che dobbiamo fare è solo di piantarlo a terra e, aspettare un po’, finché la sua ombra sia di uguale lunghezza del bastone!
- Ho capito, certo che se mi dessi un po’ del tuo cervello forse io potrei riuscire a diventare una piccola “scienziata”. Oh scusami.., quindi, continuiamo la nostra spiegazione per la soluzione dei nostri enigmi!
Pochi minuti dopo…
- … mi è venuta una fame!
- Per mangiare c’è tempo, invece per catturare l’ombra bisogna trovare il momento giusto…ecco!...
- Forse ho capito! Misurando l’ombra della piramide, abbiamo trovato la misura della sua altezza.
- Devo dire che sono fiero di me! Ecco un’altra grande scoperta che, sicuramente, resterà nella storia della scienza!
- Non so perché, ma sento qualcosa di strano sotto i miei piedi. Oh no! Devo ritornare a casa, ora ho le idee più chiare su molte cose, ti saluto e ti prometto che la prossima volta sarò più preparata…
- Va bene, mi raccomando studia!
- No, non hai capito, sarò più preparata per quanto riguarda la merenda…
Bevacqua Maria Paola
Caputo Chiara
Iuculano Sabrina
Mangano Benedetto
Tranchita Lorella
kiara
Come ogni anno, Betty, una ragazza curiosa e intelligente, si ritrova a trascorrere le sue vacanze estive, in campagna, dai nonni per allontanarsi dal caos della città. La campagna è un posto tranquillo e incontaminato, dove a Betty piace rilassarsi e respirare a pieni polmoni. Tutto sembra, normale, tranquillo, ma a volte l’apparenza inganna: ed ecco che un bel giorno di agosto, nota qualcosa di molto strano, di misterioso. Mentre raccoglie delle margherite per la nonna, si sente scuotere le spalle, da qualcosa di molto leggero e fragile. Si gira la prima, la seconda volta, ma non nota niente, soltanto al terzo tentativo, vede qualcosa di strano in un grande albero: dei cerchi concentrici che ruotavano attorno a un punto fisso. Incuriosita, si avvicina all’albero, e si strofina gli occhi, incredula a ciò che sta vedendo, e con molto coraggio cerca di fermarli, ma appena poggia il dito, avverte una grande forza tale da spingerla all’interno del vortice, che la trascina fino a portarla in un luogo strano e dall’aspetto molto… antico. Le case, i villaggi, le piramidi, tutto ricordava l’antico Egitto. Betty rimane molto stupita, capisce di essere precipitata indietro nel tempo; non crede ai suoi occhi e cerca una via per ritornare a casa. Nei suoi vani tentativi di ricerca, ad un tratto vede una porta e, speranzosa, entra. Rimane stupita delle meraviglie del villaggio che attirano subito la sua attenzione. Sabbia, piramidi e sole sono gli elementi che caratterizzano il paesaggio, Betty si trova subito a suo agio perché gli egizi e la loro civiltà le sono sempre piaciuti molto, tanto che da piccola sognava di andarci. Sembra uno scherzo del destino essere arrivata in quei luoghi e tempi antichissimi. Ad un tratto vede un uomo anziano, disperato, con le mani in testa come se cercasse una risposta al suo grande enigma; incuriosita, si avvicina. Dopo un po’, l’uomo si accorge della presenza della ragazza e, nascondendo la paura per la sua diversità, la guarda incuriosito.
- Ma chi sei, da dove vieni? Sei strana per appartenere alla mia era.
- Non so come sono finita qui, è una lunga storia. …Ma che stupida il mio nome è Betty! Mi dispiace di averla disturbata, sto solo cercando una via d’uscita per ritornare a casa. Mi scusi…mi sa dire dove sono finita?
- Ciao, sono Talete, per tutti un grande mercante, ma soprattutto matematico.
- Talete! Uno dei“Sette Sapienti della Terra”, allora siamo nel VI secolo a.C.!! Ma che cosa hai fatto di così importante per essere tanto famoso?
- Ho predetto l’eclissi solare dello scorso anno, acquistando fama tra gli uomini più potenti, e in più mi occupo di geometria!
- Ah! Sei stato tu a complicare la vita di noi studenti, nooo…dai.. sto scherzando, non te la prendere. Anzi sono fortunata a ritrovarmi a parlare con un matematico come te. E’ un evento importantissimo per la scienza.
- Mi fa piacere, ma il mio compito non è finito qui. Sono mesi che cerco un modo per trovare risposta all’enigma che non fa dormire re Amasi.
- Posso aiutarti, di che cosa si tratta?
- Devo calcolare l’altezza di questa maledetta piramide, ma, non riuscendo a salirci, mi sembra impossibile trovare un metodo.
- Ma perché ti preoccupi tanto, non serve a niente!
- Per te forse non sarà importante, ma quel povero re non ci dorme! So che le piramidi sono state costruite in modo tale che l’area di ogni faccia laterale è pari a quella del quadrato avente per lato l’altezza della piramide stessa, ma questo come può aiutarmi?
- Mi dispiace, ma ancora non ne abbiamo parlato in classe.
Sui due personaggi, ad un tratto, cade un profondo silenzio, Talete inizia a meditare e Betty gioca con un bastone appena trovato.
- Aspetta!...Mi è venuta un’idea!
- Dai, dimmi, forse posso aiutarti, anche se, ti devo confessare, in matematica non sono il massimo…Però due teste che pensano insieme possono riuscirci.
- Va bene…Stavo pensando a quel bastone che hai in mano.
- Scusa, non sapevo che fosse tuo, ti giuro che non te l’ho rubato, l’ho trovato per terra!
- No, non hai capito, proprio quello stupido bastone è la soluzione ai nostri problemi! Vedi quel che dobbiamo fare è solo di piantarlo a terra e, aspettare un po’, finché la sua ombra sia di uguale lunghezza del bastone!
- Ho capito, certo che se mi dessi un po’ del tuo cervello forse io potrei riuscire a diventare una piccola “scienziata”. Oh scusami.., quindi, continuiamo la nostra spiegazione per la soluzione dei nostri enigmi!
Pochi minuti dopo…
- … mi è venuta una fame!
- Per mangiare c’è tempo, invece per catturare l’ombra bisogna trovare il momento giusto…ecco!...
- Forse ho capito! Misurando l’ombra della piramide, abbiamo trovato la misura della sua altezza.
- Devo dire che sono fiero di me! Ecco un’altra grande scoperta che, sicuramente, resterà nella storia della scienza!
- Non so perché, ma sento qualcosa di strano sotto i miei piedi. Oh no! Devo ritornare a casa, ora ho le idee più chiare su molte cose, ti saluto e ti prometto che la prossima volta sarò più preparata…
- Va bene, mi raccomando studia!
- No, non hai capito, sarò più preparata per quanto riguarda la merenda…
Bevacqua Maria Paola
Caputo Chiara
Iuculano Sabrina
Mangano Benedetto
Tranchita Lorella
kiara
mercoledì 13 giugno 2007
Bravo Diego!!
però meno serietà ragazzo, almeno due paroline al prof Vinci!!!
Comunication:
Ho inserito una lista di link... alcuni siti che mi piacciono tanto!
vale la pena darci uno sguardo.... prof Nunzio, non mi guardare così... visitali pure tu e poi ci dici se non ti sei divertito!
Volete segnalarne qualcuno voi? Non necessariamente di matematica! Postate la proposta ed io inserisco nell'elenco!
A proposito! Come è andato il compito oggi?
Io stò preparando quello per domani....eh eh eh!!!

conoscete π
Conoscete π… ve lo presento !!!!!!
Impossibile sapere chi sia stata la prima persona ad osservare che, al crescere di un cerchio, il suo diametro e la sua circonferenza crescevano in proporzione costante fra loro. Anche l’area del cerchio obbediva a questa regola. Ma qual era tale valore costante? Attraverso un a semplice sperimentazione, i matematici delle antiche civiltà devono avere determinato che una cordicella avvolta attorno alla periferia di un cerchio era poco più lunga del suo diametro. Misurando con maggiore precisione scoprirono probabilmente, che il valore del pezzetto di cornicina che cedeva il triplo del diametro era più del diametro ma meno di ¼. La più antica documentazione esistente di questo rapporto, c’è stata lasciata da uno scriba egizio di nome Ahmes intorno al 1650a.c in quello che è noto oggi come il papiro Rhind. Ahmes scrisse: “togli 1/9 a un diametro e costruisci un quadrato sulla parte che ne rimane; questo quadrato ha la stessa area del cerchio”. Usando questi dati si ottiene 3.16049 valore di π, abbastanza valido per i tempi. Per 1000 anni nessuno si occupò del valore di π. Lo studio della misura del cerchio fu ripreso nel IV° secolo a.c dai greci , interessati non alla misurazione dei terreni ma all’esplorazione di idee. In particolare Archimede nel 250a.c circa, usò un metodo di esaustione misurando il perimetro di due poligoni di 96 lati uno inscritto e uno circoscritto alla circonferenza; i loro valori dovevano essere i guardiani del vero valore di π. Archimede ottenne il valore di 3.1419 abbastanza vicino alla realtà. In seguito si fecero ben pochi progressi fino alla fine del medioevo. Dopo vari tentativi risultati errati nel 1579 Viete usò lo stesso metodo di Archimede con poligoni di 393.216 lati ciascuno trovando un valore di π approssimando ai miliardesimi. Questa approssimazione consente di calcolare la circonferenza della terra con un margine di errore dell’ordine del cm. Successivamente molti matematici provarono a calcolare un maggior numero di cifre decimali per π o dei nuovi metodi per poterne calcolare il valore. Nel 1736 Eulero inizia ad utilizzare il simbolo π per denotare il rapporto c/d e suggerisce che π possa essere un numero trascendente. Nel 1761 Lambert dimostra che π è un numero irrazionale. Nella seconda metà dell’800 Lioville dimostra l’esistenza dei numeri trascendenti e nel 1873 Hermite ne trova il primo esemplare: il numero e. Nel 1882 Lindeman dimostra la trascendenza di π. Dalla metà del secolo scorso, con l’avvento delle calcolatrici e dei computer, si sono potuti ottenere valori di π sempre più precisi. Nel 1997 un computer in 29 ore ha calcolato 51.5 miliardi di cifre. Con computer sempre più veloci si potranno calcolare un numero di cifre sempre più elevato, ma questa è una storia senza fine.
Raffaele Diego
Raineri Simone
Impossibile sapere chi sia stata la prima persona ad osservare che, al crescere di un cerchio, il suo diametro e la sua circonferenza crescevano in proporzione costante fra loro. Anche l’area del cerchio obbediva a questa regola. Ma qual era tale valore costante? Attraverso un a semplice sperimentazione, i matematici delle antiche civiltà devono avere determinato che una cordicella avvolta attorno alla periferia di un cerchio era poco più lunga del suo diametro. Misurando con maggiore precisione scoprirono probabilmente, che il valore del pezzetto di cornicina che cedeva il triplo del diametro era più del diametro ma meno di ¼. La più antica documentazione esistente di questo rapporto, c’è stata lasciata da uno scriba egizio di nome Ahmes intorno al 1650a.c in quello che è noto oggi come il papiro Rhind. Ahmes scrisse: “togli 1/9 a un diametro e costruisci un quadrato sulla parte che ne rimane; questo quadrato ha la stessa area del cerchio”. Usando questi dati si ottiene 3.16049 valore di π, abbastanza valido per i tempi. Per 1000 anni nessuno si occupò del valore di π. Lo studio della misura del cerchio fu ripreso nel IV° secolo a.c dai greci , interessati non alla misurazione dei terreni ma all’esplorazione di idee. In particolare Archimede nel 250a.c circa, usò un metodo di esaustione misurando il perimetro di due poligoni di 96 lati uno inscritto e uno circoscritto alla circonferenza; i loro valori dovevano essere i guardiani del vero valore di π. Archimede ottenne il valore di 3.1419 abbastanza vicino alla realtà. In seguito si fecero ben pochi progressi fino alla fine del medioevo. Dopo vari tentativi risultati errati nel 1579 Viete usò lo stesso metodo di Archimede con poligoni di 393.216 lati ciascuno trovando un valore di π approssimando ai miliardesimi. Questa approssimazione consente di calcolare la circonferenza della terra con un margine di errore dell’ordine del cm. Successivamente molti matematici provarono a calcolare un maggior numero di cifre decimali per π o dei nuovi metodi per poterne calcolare il valore. Nel 1736 Eulero inizia ad utilizzare il simbolo π per denotare il rapporto c/d e suggerisce che π possa essere un numero trascendente. Nel 1761 Lambert dimostra che π è un numero irrazionale. Nella seconda metà dell’800 Lioville dimostra l’esistenza dei numeri trascendenti e nel 1873 Hermite ne trova il primo esemplare: il numero e. Nel 1882 Lindeman dimostra la trascendenza di π. Dalla metà del secolo scorso, con l’avvento delle calcolatrici e dei computer, si sono potuti ottenere valori di π sempre più precisi. Nel 1997 un computer in 29 ore ha calcolato 51.5 miliardi di cifre. Con computer sempre più veloci si potranno calcolare un numero di cifre sempre più elevato, ma questa è una storia senza fine.
Raffaele Diego
Raineri Simone
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