A spasso nel tempo…
Come ogni anno, Betty, una ragazza curiosa e intelligente, si ritrova a trascorrere le sue vacanze estive, in campagna, dai nonni per allontanarsi dal caos della città. La campagna è un posto tranquillo e incontaminato, dove a Betty piace rilassarsi e respirare a pieni polmoni. Tutto sembra, normale, tranquillo, ma a volte l’apparenza inganna: ed ecco che un bel giorno di agosto, nota qualcosa di molto strano, di misterioso. Mentre raccoglie delle margherite per la nonna, si sente scuotere le spalle, da qualcosa di molto leggero e fragile. Si gira la prima, la seconda volta, ma non nota niente, soltanto al terzo tentativo, vede qualcosa di strano in un grande albero: dei cerchi concentrici che ruotavano attorno a un punto fisso. Incuriosita, si avvicina all’albero, e si strofina gli occhi, incredula a ciò che sta vedendo, e con molto coraggio cerca di fermarli, ma appena poggia il dito, avverte una grande forza tale da spingerla all’interno del vortice, che la trascina fino a portarla in un luogo strano e dall’aspetto molto… antico. Le case, i villaggi, le piramidi, tutto ricordava l’antico Egitto. Betty rimane molto stupita, capisce di essere precipitata indietro nel tempo; non crede ai suoi occhi e cerca una via per ritornare a casa. Nei suoi vani tentativi di ricerca, ad un tratto vede una porta e, speranzosa, entra. Rimane stupita delle meraviglie del villaggio che attirano subito la sua attenzione. Sabbia, piramidi e sole sono gli elementi che caratterizzano il paesaggio, Betty si trova subito a suo agio perché gli egizi e la loro civiltà le sono sempre piaciuti molto, tanto che da piccola sognava di andarci. Sembra uno scherzo del destino essere arrivata in quei luoghi e tempi antichissimi. Ad un tratto vede un uomo anziano, disperato, con le mani in testa come se cercasse una risposta al suo grande enigma; incuriosita, si avvicina. Dopo un po’, l’uomo si accorge della presenza della ragazza e, nascondendo la paura per la sua diversità, la guarda incuriosito.
- Ma chi sei, da dove vieni? Sei strana per appartenere alla mia era.
- Non so come sono finita qui, è una lunga storia. …Ma che stupida il mio nome è Betty! Mi dispiace di averla disturbata, sto solo cercando una via d’uscita per ritornare a casa. Mi scusi…mi sa dire dove sono finita?
- Ciao, sono Talete, per tutti un grande mercante, ma soprattutto matematico.
- Talete! Uno dei“Sette Sapienti della Terra”, allora siamo nel VI secolo a.C.!! Ma che cosa hai fatto di così importante per essere tanto famoso?
- Ho predetto l’eclissi solare dello scorso anno, acquistando fama tra gli uomini più potenti, e in più mi occupo di geometria!
- Ah! Sei stato tu a complicare la vita di noi studenti, nooo…dai.. sto scherzando, non te la prendere. Anzi sono fortunata a ritrovarmi a parlare con un matematico come te. E’ un evento importantissimo per la scienza.
- Mi fa piacere, ma il mio compito non è finito qui. Sono mesi che cerco un modo per trovare risposta all’enigma che non fa dormire re Amasi.
- Posso aiutarti, di che cosa si tratta?
- Devo calcolare l’altezza di questa maledetta piramide, ma, non riuscendo a salirci, mi sembra impossibile trovare un metodo.
- Ma perché ti preoccupi tanto, non serve a niente!
- Per te forse non sarà importante, ma quel povero re non ci dorme! So che le piramidi sono state costruite in modo tale che l’area di ogni faccia laterale è pari a quella del quadrato avente per lato l’altezza della piramide stessa, ma questo come può aiutarmi?
- Mi dispiace, ma ancora non ne abbiamo parlato in classe.
Sui due personaggi, ad un tratto, cade un profondo silenzio, Talete inizia a meditare e Betty gioca con un bastone appena trovato.
- Aspetta!...Mi è venuta un’idea!
- Dai, dimmi, forse posso aiutarti, anche se, ti devo confessare, in matematica non sono il massimo…Però due teste che pensano insieme possono riuscirci.
- Va bene…Stavo pensando a quel bastone che hai in mano.
- Scusa, non sapevo che fosse tuo, ti giuro che non te l’ho rubato, l’ho trovato per terra!
- No, non hai capito, proprio quello stupido bastone è la soluzione ai nostri problemi! Vedi quel che dobbiamo fare è solo di piantarlo a terra e, aspettare un po’, finché la sua ombra sia di uguale lunghezza del bastone!
- Ho capito, certo che se mi dessi un po’ del tuo cervello forse io potrei riuscire a diventare una piccola “scienziata”. Oh scusami.., quindi, continuiamo la nostra spiegazione per la soluzione dei nostri enigmi!
Pochi minuti dopo…
- … mi è venuta una fame!
- Per mangiare c’è tempo, invece per catturare l’ombra bisogna trovare il momento giusto…ecco!...
- Forse ho capito! Misurando l’ombra della piramide, abbiamo trovato la misura della sua altezza.
- Devo dire che sono fiero di me! Ecco un’altra grande scoperta che, sicuramente, resterà nella storia della scienza!
- Non so perché, ma sento qualcosa di strano sotto i miei piedi. Oh no! Devo ritornare a casa, ora ho le idee più chiare su molte cose, ti saluto e ti prometto che la prossima volta sarò più preparata…
- Va bene, mi raccomando studia!
- No, non hai capito, sarò più preparata per quanto riguarda la merenda…
Bevacqua Maria Paola
Caputo Chiara
Iuculano Sabrina
Mangano Benedetto
Tranchita Lorella
kiara
giovedì 14 giugno 2007
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