giovedì 21 giugno 2007

Festa del π

Il mondo della matematica, o meglio della geometria è quello più complicato, ma allo stesso tempo più affascinante. Durante gli anni della scuola media l’insegnamento della matematica ci ha incuriosito molto. Storie bellissime, intriganti di ogni genere, ma fra tutte c’è né una che ci ha colpito molto….
Festa del π
…….Finalmente dopo anni o forse secoli di ricerca, è arrivata a noi la più antica documentazione del π, grazie ad uno scriba egizio di nome Ahmes, il quale tra i vari problemi annoverati nel papiro di Rhind scrive: ”Togli 1/9 a un diametro e costruisci un quadrato sulla parte che ne rimane, questo quadrato ha la stessa area del cerchio”. È il famoso problema della quadratura del cerchio!
Inoltre troviamo scritto che il rapporto tra la circonferenza e il diametro è pari a 3.16… Questo valore si discosta dell’1% dal valore reale: 3,14 (naturalmente approssimato!) e che da noi è conosciuto come “ π “.
Convivere con la geometria, non è sicuramente facile, soprattutto quando bisogna applicarla alla realtà.
Ecco perché il mese di marzo è stato dedicato a questo aspetto della geometria, utilizzando lo studio della circonferenza e delle sue proprietà.
Utilizzando un software di geometria abbiamo notato che il rapporto tra le misure di diverse circonferenze con i loro diametri, sono vicini ad un particolare valore: “ π “.
Quindi ci è sembrato naturale festeggiare, giorno 14 il nostro famoso “ pi-greco”! Per un così piccolo VIP di certo, non potevamo limitarci a un superficiale ricordo, ma dovevamo festeggiarlo alla grande! Così, abbiamo deciso, di far festa all’aperto, nel parco suburbano di “Monte Rotondo”: un parco bellissimo, e soprattutto ricco di ossigeno sprigionato dalle varietà di alberi che si trovano. Qui abbiamo voluto per un po’ ritornare indietro nel tempo, costruendoci come gli antichi egizi, gli strumenti necessari per misurare le circonferenze di alberi, e perché no, delle torte e del pane che avremmo subito dopo divorato in onore del nostro festeggiato e di Albert Einstein che compiva 128 anni!!!

Ed ecco, che a noi abili osservatori e pensatori, è venuto spontaneo, porci una domanda: “Come misurare il raggio di un albero, utilizzando solo le tecniche dei nostri antenati?” Era il momento di far memoria di tutte le regole studiate e cercare risposta al nostro enigma. Dopo tanti momenti di riflessione, siamo riusciti a trovare il fatidico metodo che ci avrebbe portato alla soluzione. Abbiamo pensato che, costruendo un quadrato (con semplici bastoncini) circoscritto alla circonferenza (il tronco), la misura del lato corrispondesse esattamente a quella del diametro.
Ma i nostri problemi non erano finiti, perché un quadrato si può trasformare in un rombo se gli angoli non sono perfettamente retti. Allora, come capire se la loro misura era di 90°? Cosa c’è di meglio se si tratta di angoli retti, di ricorrere a Pitagora? Infatti, si possono costruire dei triangoli rettangoli, con i metodi che gli egizi usavano per costruire le piramidi a base quadrata. Dividendo un filo in 12 parti uguali si può costruire un triangolo i cui lati misurano 3,4,5 (terna pitagorica!), ed essere sicuri che si tratti di un triangolo rettangolo.

Basta sovrapporre l’angolo compreso tra i bastoncelli con quello della corda e verificare che coincidono. Siccome questo metodo si può applicare a qualsiasi oggetto, purché sia circolare, abbiamo misurato il raggio del pane, poi della torta, della crostata e alla fine dell’albero, registrando i vari dati su una tabella nella quale abbiamo indicato anche il rapporto tra circonferenza e diametro che si avvicinava solo vagamente a 3,14. Perché? Era evidente che gli strumenti utilizzati non erano di massima precisione! Il nostro metro era solo un filo di lana suddiviso in parti (…quasi…) uguali! Caspita! Ahmes è stato veramente bravo ad ottenere tali risultati senza gli strumenti che possediamo noi oggi!
Così abbiamo non solo trascorso una giornata diversa ma “giocando” siamo riusciti ad applicare la geometria a tutti gli oggetti e gli alimenti comuni. E anche se ci sembrava strano festeggiare “π“ alla fine questa esperienza è rimasta impressa nella nostra memoria e siamo certi che non la scorderemo più.
Grazie “ π “, ci hai dato la possibilità di fare una divertente e utile lezione di matematica.
Raineri Luca
Russo Chiara
Sapenza Emerenziana
Tranchita Lorella

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